10 dicembre 2006
il teatrino
Questo è quello che mi viene in mente quando guardo un derby, ormai. Risultato a parte, il derby sta diventando sempre più una partita come le altre per i giocatori, alcuni dei quali si calano nella parte in modo assolutamente forzato. Per il sottoscritto è quasi sempre stata una partita ordinaria, ma si sa, io più che tifoso sono "guardone", mi piace vedere le partite belle, sono abbastanza distaccato, lungi da me il vedere avvolta di giallorosso ogni cosa. La Lazietta ha vinto, meritatamente, e l'Inter si appresta a mettere le mani sullo scudetto con novantamila giornate di anticipo. Francamente la cosa che più mi infastidisce è lo spreco della serata, perchè onestamente non provo poi questo grande interesse per la Roma, ho un senso di appartenenza abbastanza edulcorato, forse anche per la nazionale, il calcio in genere. Quello che mi smuove veramente, a cerchi concentrici, il laghetto encefalico a livello emozionale sono altre cose, ad esempio l'appartenenza geografica, sebbene spesso riesca a mettere in dubbio pure questo. Forse il punto è che non si sa più cosa pensare, non si ha più il magnetismo per calamitare un'opinione netta, quando si perde l'abitudine al pensare. Già, l'abitudine al pensare: la riflessione momentanea si sofferma sull'inabilità al pensare dovuta allo scarso esercizio. Una specie di "analfabetismo di ritorno" mentale che mi fa sentire sempre più simbolo dei tempi moderni. Solo che in generale, chi non pensa può sempre credere di vivere per degli ideali, indipendentemente da quanto traviati, impalpabili o patetici essi siano. C'è chi vive per la Roma,c'è chi vive per "il fascismo", c'è chi vive per altro, o perlomeno questo è ciò che serve loro per sentirsi integrati, accettati, conformi, in definitiva utili, oppure solo per tenere lontano lo spettro dell'essere. Perchè più che essere oggi è importante agire come se si fosse". Spesso maledico il fatto che l'uomo abbia la corteccia cerebrale. Perlomeno, vorrei non averla io, o averla in silent mode. Sarebbe bello essere idioti completi, perchè "occhio non vede cuore non duole" lo potremmo tradurre con "cervello non comprende cuore non duole". O basta intravedere o sospettare, se non si comprende. Solo che non è scritto da nessuna parte che il mio cervello poco abituato al pensiero comprenda. Di sicuro, sospetta o intuisce che l'apice dell'elasticità mentale è lontano, e che non vi è direzione alcuna nella mia anima, verso la quale rivolgere i pensieri. Quindi,in realtà,questa è una semplice deriva verbale legata al fatto che la mancata abitudine al pensare ha avuto l'effetto di una gabbia cambogiana, storpio per sempre. Però,al contempo, non sei totalmente ottenebrato. Quindi il punto è che il galleggiare nella mediocrità per chi si rende conto di esserne parte,è deleterio. Provo invidia per coloro che comprendono, ma spesso pure per quelli che non comprendendo, non si pongono il problema di comprendere e sono felici. Ma ci si imbatte in persone capaci di vedere al di là, o meglio di te, e non sentirsi alla loro altezza rompe i coglioni, se permettete. Detto questo, Pinochet: ribadisco quanto detto altrove, "meglio tardi che mai" non si sposa a queste situazioni. Novantuno anni, sicuramente il vecchio è morto ridendo. Quello che mi ossessiona sono i graffi che ho nell'anima quando penso ai desaparecidos sudamericani, ed alla mancata giustizia nei loro riguardi. Che poi,giustizia: siamo sicuri che condannare un vecchio colonnello o generale renda giustizia? Francamente se fossi morto a 20 anni buttato da un aereo, e stessi guardando la scena da un ipotetico aldilà, me ne sbatterei della morte del vecchio. Mi roderebbe il culo a prescindere, perchè non c'è giustizia per la morte di un ventenne. Ma qui si entra in altri discorsi, secondo me ciò che serve è un bel meteorite che renda la popolazione mondiale meno di un decimo di quella attuale, per un bel reset globale. Ma io col cazzo che voglio morire. Servirebbe una morte selettiva, solo gente che dà qualcosa all'umanità può vivere. Ma sospetto che ci sia qualcosa di molto sbagliato proprio nell'intero meccanismo, la natura ha toppato se deve sterminare ciclicamente per equilibrare. O no?
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7 commenti:
sul finale sono d'accordo, non si capisce la festa per Pinochet che muore a 91 anni, voglio dire, beato lui che ci è arrivato (sgrat), però non ho capito com'è finito il derby...
la festa per pinoscè in effetti l'avrei fatta se l'avessero mandato ai lavori forzati...
Bellissimo post.
Perfette alcune valutazioni sul "pensiero" e l'attitudine al ragionare.
E sono perfettamente d'accordo sulle tue considerazioni dulla morte di Pinochet e sull' analisi finale (anche se pensavo ad una epidemia, con virus capaci di selezionare a seconda delle capacità di ragionamento).
Vabè, concludo.
Ciao.
>Bellissimo post.
>Perfette alcune valutazioni sul >"pensiero" e l'attitudine al >ragionare.
>E sono perfettamente d'accordo >sulle tue considerazioni dulla
>morte di Pinochet e sull' analisi >finale
ti ringrazio,bello - è un piacere sottile vedere che una persona che stimi è d'accordo con te :D
>(anche se pensavo ad una epidemia, >con virus capaci di selezionare a >seconda delle capacità di >ragionamento).
c'ho pensato pure io,non credere. N'amico mio,scienziato pazzo,comincia a credere che l'eugenetica non fosse follia :D
Putroppo in sudamerica dopo le dittature per evitare una guerra civile hanno sempre fatto leggi e amnistie per "dimenticare" il passato, ed hanno pagato la stabilità con l'ingiustizia...
libertà di correre sotto la curva per festeggiare i gol senza essere ammoniti o sanzionati in alcun modo: ormai non c'è più neanche la scusa della perdita di tempo, che si recupera!
Andate affanculo...
riferito ovviamente a chi mi filtra sempre i miei post
Luogo di merda
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